PREFAZIONE
Abbiamo fatto uno studio sulla città con le sue problematiche. Possiamo paragonare la città contemporanea ad una foresta e quindi come in un bosco ci si perde.
Questa foresta è ovviamente la periferia. Fino agli anni '50 e '60 Roma era una città compatta distinta dalle borgate (I ragazzi di vita di Pasolini, vanno in città)con un confine ben definito.








Nel corso di questi anni queste differenze spariscono e la periferia dilaga (come se fosse un magma) . Il piano regolatore del 1962 non è in grado di risolvere il problema di queste aree di città fatte di abusivismo e speculazione. Questo piano si fonda su un programma di opere pubbliche di grandi infrastrutture però quest'asse attrezzatonontrova applicazione e lo sviluppo della città è affidato all'edilizia residenziale che si distribuisce in ogni direzione e realizza una periferia diffusa.
Come la foresta,la periferia si riproduce, sopravvive e malgrado il disordine, lo spreco, essa resiste e si rinnova.
La città è attraversata da una molteplicità di razionalità di settore, sotto il suo apparente disordine ci sono regole e processi formativi di difficile lettura.
Questa complessità, questa razionalità latente continua a sfuggire all'urbanistica che vuole ad ogni costo semplificare, ridurre, unificare.
Quando si osserva una carta della citta contemporanea e la si legge al negativo (invertendo pieno e vuoto ) salta subito agli occhi la disseminazione più o meno casuale dei vuoti che cancellano il tessuto urbano ed appare un disegno come se fosse  " pelle di leopardo ".
Questo è un segno distintivo della città contemporanea che sottende alcune recondite ragioni.
Le macchie che siamo abituati a leggere al negativo come cancellazioni di pezzi di tessuto sono nella realtà spazi vuoti, necessari alla vita dell'organismo urbano.
I vuoti sono spazi necessari e indispensabili alla città.
Sono quei territori di nessuno che oggi diventano oggetto di riflessioni teoriche e progettuali perchè è proprio quì che il tempo sembra essersi fermato e dove risiede il senso dell'abitare contemporaneo.

DA "LE CITTA' INVISIBILI" di Italo Calvino
(metafora calviniana)

Il contesto utilizzato per il nostro progetto è sito nel quartiere San Lorenzo, una zona in cui il tratto della tangenziale lo caratterizza fortemente. L'associazione che noi facciamo con Zobeide , la "città invisibile" è legata all'inseguimento di una chimera, ovvero all'idea che la tangenziale avrebbe risolto, come d'incanto, i problemi di viabilità di Roma, senza però riflettere sugli altri gravosi problemi di inquinamento, di ogni genere, causato dall'eccessivo traffico e dal congestionamento dei servizi in esso presenti.
Volendo però mantere la tangeziale come valore aggiunto, il progetto cerca di risolvere tali problematiche individualizzando le aree dove collocare la zona residenziale, la zona commerciale,il centro culturale e quella per l'impianti sportivi.(Tamara)
 
 

La parte di progetto studiata in dettaglio è il nodo interconnettivo che collega le varie aree. (Zenobia)


 
 
 

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